Iran Holocaust
Una cronaca documentaria · 1979 — 2026

Iran Holocaust

Come il mondo ha deluso gli iraniani sotto la Repubblica Islamica.

47 anni di repressione 16 capitoli Una chiamata all'azione
Protesta Donna, Vita, Libertà a Londra, 2022 — una giovane donna solleva un cartello sopra un mare di bandiere iraniane.
Donna, Vita, Libertà — Londra, 2022. Fotografia: Garry Knight tramite Wikimedia Commons (CC0).
Dedicato agli oltre quarantamila iraniani uccisi in due notti — e a ogni donna, uomo e bambino che è stato ucciso, prima e dopo, per aver chiesto di vivere libero.
1979 — 2026
La grammatica del silenzio

Perché questa cronaca esiste.

Per quarantasette anni il mondo ha visto uno stato teocratico uccidere il proprio popolo, e la politica internazionale ha costantemente trattato la Repubblica Islamica come un problema da gestire piuttosto che come un regime da chiamare a rispondere delle proprie azioni. Le prove si trovano in centinaia di notiziari, missioni di accertamento dei fatti, documenti trapelati e archivi sui diritti umani, ma sono sparse.

Questo sito ripercorre cronologicamente le prime esecuzioni sul tetto della scuola Refah nel febbraio 1979 fino ai massacri documentati del 2025-26 e alla guerra che ne è seguita. Fa i nomi delle vittime e dei carnefici. Rimanda a fotografie, documenti originali e alla Missione di accertamento dei fatti delle Nazioni Unite, ad Amnesty International, a Human Rights Watch, all'Iran Human Rights Documentation Center, al Center for Human Rights in Iran, ad HRANA, a Iran International, alla BBC, a Reuters, all'Associated Press e al New York Times.

Pone anche una domanda scomoda: perché le risposte globali sono state così cronicamente asimmetriche? Perché le cancellerie europee condannano una Mahsa Amini e non le successive 5.000? Perché una parte della sinistra occidentale tace quando le donne iraniane vengono colpite agli occhi per essersi tolte il velo? Perché Washington sanziona la polizia morale mentre vieta l'ingresso proprio a quegli iraniani che ne hanno subito le angherie?

In cifre · dicembre 2025 — febbraio 2026

L'Inverno Cremisi, in numeri.

Conteggi elaborati a partire da HRANA, Amnesty International, BBC e Iran International. Ogni cifra è una soglia minima: il blackout di internet continua a sopprimere ciò che è possibile contare.

Uccisi

42.000+

Manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza nelle prime due settimane di rivolta nazionale.

Città

200+

Città e centri iraniani in cui sono state documentate manifestazioni dal 28 dicembre 2025: la più grande insurrezione dal 1979.

Detenuti

100.000+

Arresti registrati nei 50 giorni dell'Inverno Cremisi, fra cui studenti, medici, avvocati e giornalisti.

Due notti

8 — 9 gen.

Le 48 ore in cui registri obitoriali trapelati, testimonianze di medici e video verificati documentano il massacro più grande.

Testimonianza video · 2026

Quello che le telecamere sono comunque riuscite a riprendere.

Nonostante un blackout di internet quasi totale, immagini verificate e cronache con fonti dichiarate sono arrivate all'esterno. Quattro reportage — di BBC News, France 24, DW News e Iran International English — documentano ciò che è accaduto in Iran tra dicembre 2025 e febbraio 2026.

BBC News · 13 gennaio 2026

Cosa sappiamo delle proteste e della repressione in Iran.

Si teme che i morti siano migliaia. Trump esorta i manifestanti iraniani a «continuare a protestare».

FRANCE 24 English · 6 febbraio 2026

Iran: massacro sotto il blackout.

Testimoni a Teheran, Isfahan e Shiraz raccontano ciò che è successo una volta tagliata la rete.

DW News · 23 febbraio 2026

Tra nuove proteste e un dispiegamento militare statunitense.

Una seconda ondata di manifestazioni mentre Washington schiera un gruppo da battaglia nel Golfo.

Iran International · Eye for Iran EP 86

Dentro l'ondata di uccisioni in Iran: parla un testimone.

Un racconto in prima persona dall'interno dell'Iran durante la repressione del 2026, mentre le forze di sicurezza aprivano il fuoco contro i manifestanti in più città.

I video incorporati sono ospitati su YouTube secondo i termini dei rispettivi canali. La loro inclusione qui ha finalità documentarie e didattiche.

Cronologia di 60 giorni · 28 dic 2025 — 23 feb 2026

Cosa è successo, in ordine.

  1. 1
    28 dicembre 2025

    Le proteste per il pane, il carburante e la valuta scoppiano a Rasht e in poche ore si estendono a Teheran, Mashhad, Isfahan, Shiraz, Tabriz e Karaj dopo il crollo del rial oltre quota 1.500.000 per dollaro.

  2. 2
    8 — 9 gennaio 2026 · Le Due Notti

    Un blackout totale di internet precede un'operazione coordinata a fuoco vivo su scala nazionale. Medici, personale degli obitori e video verificati collocano i morti nell'ordine delle migliaia in una sola finestra di 48 ore.

  3. 3
    14 gennaio 2026

    BBC Verify autentica le immagini di un obitorio di Teheran in cui si vedono file di cadaveri e folle alla ricerca dei dispersi. Il 26 gennaio compaiono in altre immagini verificate cecchini sui tetti.

  4. 4
    3 febbraio 2026

    In inchieste indipendenti emergono ordini intercettati dei Pasdaran che indicano un massacro pianificato in anticipo. Sarebbero stati arrestati medici per aver curato manifestanti feriti in cliniche private.

  5. 5
    18 febbraio 2026 · Chehelom

    Le tradizionali cerimonie del quarantesimo giorno per i morti di gennaio si trasformano in cortei contro il regime in oltre cinquanta città. In piazza Kaj a Teheran la folla scandisce il nome di Reza Pahlavi.

  6. 6
    22 — 23 febbraio 2026

    Una nuova ondata di proteste studentesche a Teheran coincide con un rafforzamento navale statunitense nel Golfo. Un caccia F-4 dei Pasdaran precipita vicino a Hamadan. Il ministro degli Esteri evoca «buone possibilità» di una via d'uscita diplomatica.

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Voci dal blackout

«L'ho visto con i miei occhi.»

«Hanno sparato direttamente sulle file di manifestanti, e le persone cadevano dove si trovavano.»
Omid — testimone oculare, Teheran, citato da BBC Persian, 12 gennaio 2026.
«Sono finiti i sacchi prima dei corpi. Nei corridoi non c'era più pavimento.»
Infermiera — ospedale di Teheran, messaggio vocale trapelato e autenticato da BBC Verify, 14 gennaio 2026.
«Il regime ha spento internet e acceso i fucili. I due interruttori sono nella stessa mano.»
Masih Alinejad — giornalista irano-americana, 11 gennaio 2026.
«Ci uccidono per strada e lo chiamano ordine. Non chiediamo più il permesso di vivere.»
Studente manifestante — Teheran, messaggio a The Guardian, 10 gennaio 2026.
«Ho lavato il sangue dal marciapiede con le mie stesse mani. L'odore non se ne va. Ho diciannove anni.»
Volontario medico anonimo — Isfahan, messaggio vocale a Iran International, 13 gennaio 2026.
«Hanno preso mio fratello dal letto alle 3 del mattino. Ci hanno ordinato di recuperare il corpo dal cortile prima dell'alba e di seppellirlo in silenzio.»
Madre di un manifestante giustiziato — Shiraz, testimonianza verificata da Hengaw Human Rights Organisation, 28 gennaio 2026.
«Quando internet è tornato, i morti erano già sepolti. Il regime sincronizza la sua violenza con l'oscurità che fabbrica.»
Nazanin Boniadi — attrice e attivista per i diritti umani, 17 gennaio 2026.
"My sister was fourteen. She was carrying a sign that read 'Woman, Life, Freedom.' They shot her in the head from a rooftop. I am writing this because if I do not say her name, no one will. Her name was Sahar."
Brother of a slain protester — Karaj, written statement to Iran Human Rights, 22 January 2026.