In trentuno giorni, un movimento di protesta nato per i prezzi e i blackout è diventato lo scontro più mortale tra la Repubblica Islamica e i suoi cittadini dal 1979. Questa pagina registra ciò che è accaduto, giorno per giorno, e mette a confronto ogni bilancio delle vittime pubblicato, in modo che i lettori possano vedere esattamente dove divergono.
Giorno per giorno
| 31 dic 2025 - 3 gen 2026 | Prima della repressione Amnesty International e Human Rights Watch hanno documentato almeno 28 manifestanti e astanti uccisi in 13 città di 8 province. A Malekshahi, provincia di Ilam, Reza Azimzadeh, Latif Karimi, Mehdi Emamipour, Fares (Mohsen) Agha Mohammadi e Mohammad Reza Karami sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco dalle forze dell'IRGC che sparavano dall'interno di una base dei Basij. Ad Azna, provincia di Lorestan, sono stati uccisi Vahab Mousavi, Mostafa Falahi, Shayan Asadollahi, Ahmadreza Amani, Reza Moradi Abdolvand e Taha Safari – sedici anni, il suo corpo non è stato restituito alla famiglia. |
|---|---|
| 3 gennaio | Il segnale dall'alto Ali Khamenei ha dichiarato pubblicamente che «i rivoltosi devono essere messi al loro posto». |
| 5 gennaio | Nessuna clemenza Il Capo della Magistratura ha ordinato ai procuratori di tutto il paese di mostrare «nessuna clemenza» verso i manifestanti detenuti. |
| 8 - 9 gennaio | Le Due Notti Lo Stato è passato dal contenimento della polizia alla piena repressione militare. All'IRGC è stato dato un ordine esplicito di usare la forza letale contro i civili disarmati. Sono stati impiegati cecchini, veicoli corazzati per il trasporto di truppe e sorveglianza aerea con elicotteri; le strutture mediche sono state prese di mira e i medici che curavano i feriti sono stati arrestati. A Rasht, HRANA ha documentato almeno 392 persone uccise, la stragrande maggioranza dopo l'imposizione di un blackout di Internet. Leggi il resoconto completo delle Due Notti. |
| 22 gennaio | La stima dell'ONU Mai Sato, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani in Iran, ha dichiarato che il numero dei morti potrebbe superare i 20.000. |
| 22 - 24 gennaio | Rapporti interni trapelati Rapporti interni dell'Organizzazione di Intelligence dell'IRGC stimavano il bilancio tra 33.000 e 36.500. Un rapporto parlamentare trapelato citava 27.500 vittime. |
| 25 gennaio | Due pubblicazioni, due numeri Iran International ha pubblicato documenti riservati del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale relativi a oltre 400 città. Time ha riportato un elenco di 30.304 decessi legati alle proteste registrati negli ospedali civili solo per l'8-9 gennaio, citando due alti funzionari iraniani secondo cui l'amministrazione “ha esaurito i sacchi per cadaveri” e ha usato “semirimorchi al posto delle ambulanze”. |
| 1 febbraio | Il conteggio ufficiale Il governo Pezeshkian ha pubblicato una cifra di 3.117 morti, inclusi circa 214 membri delle forze di sicurezza. |
| 23 febbraio | Il rapporto Inverno Cremisi HRANA ha pubblicato una lista verificata con nomi di 7.007 decessi confermati – 6.488 manifestanti adulti, 236 minori, 207 agenti di sicurezza e 76 non partecipanti – con 11.744 casi ancora in esame. Iran International ha compilato in modo indipendente 6.634 nomi. |
Ogni bilancio di morti pubblicato
Nessuna indagine indipendente è stata autorizzata all'interno dell'Iran. Queste sono le cifre presenti nei registri pubblici a febbraio 2026, con le loro fonti.
| Fonte | Morti | Nota |
|---|---|---|
| Governo dell'Iran (1 febbraio 2026) | 3,117 | Conteggio ufficiale, inclusi circa 214 agenti di sicurezza |
| HRANA, Inverno Cremisi (23 febbraio 2026) | 7,007 | Elenco verificato con nomi; 11.744 casi ancora in esame |
| Iran International (elenco di nomi) | 6,634 | Nomi compilati in modo indipendente |
| Relatrice Speciale dell'ONU (22 gennaio 2026) | 20,000+ | Indicato come stima minima, non conteggio verificato |
| Rapporto parlamentare trapelato | 27,500 | Fuga di notizie non verificata |
| Data (25 gennaio 2026) | 30,304 | Registrazioni ospedaliere solo per l'8-9 gennaio |
| Rapporti trapelati dell'intelligence dell'IRGC | 33,000-36,500 | Fuga di notizie non verificata, oltre 400 città |
Iran International ha trovato meno di 100 nomi in comune tra la sua lista e quella del governo. Qualunque sia la cifra che resisterà a un'indagine indipendente, la stima minima credibile già rende l'8-9 gennaio 2026 l'evento repressivo di due giorni più letale nella storia moderna dell'Iran.
Dove è accaduto
Uccisioni documentate sono state registrate a Rasht, Teheran, Malekshahi e nella provincia di Ilam, Azna e nella provincia di Lorestan, e in oltre 400 città menzionate nei documenti trapelati del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Rasht registra il bilancio documentato più pesante del mese.
Domande frequenti
Cosa è successo in Iran nel gennaio 2026?
Le proteste iniziate a fine dicembre 2025 si sono diffuse a livello nazionale. L'8-9 gennaio 2026 all'IRGC è stato ordinato di usare la forza letale contro civili inermi, producendo le 48 ore più letali nella storia della Repubblica Islamica, incluso il massacro di Rasht. I bilanci delle vittime pubblicati per il mese vanno dai 3.117 del governo ai 33.000-36.500 delle cifre trapelate dell'IRGC.
Quante persone sono state uccise nelle proteste iraniane del gennaio 2026?
Non esiste una cifra concordata. Il governo Pezeshkian ha pubblicato 3.117 il 1° febbraio 2026. La lista verificata con nomi di HRANA ha registrato 7.007 morti confermati. Iran International ha compilato 6.634 nomi e successivamente ha pubblicato documenti trapelati del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale che indicano 33.000-36.500. Il Relatore Speciale dell'ONU ha dichiarato il 22 gennaio che il bilancio potrebbe superare i 20.000.
Cos'è stato il massacro di Rasht?
L'incidente documentato più letale della repressione del gennaio 2026. HRANA ha documentato almeno 392 persone uccise a Rasht, la stragrande maggioranza dopo che è stato imposto un blackout internet sulla città.
Cosa sono le Due Notti?
L'8 e il 9 gennaio 2026, quando lo Stato è passato dal contenimento della polizia alla piena repressione militare: cecchini, veicoli corazzati per il trasporto di truppe, sorveglianza con elicotteri e arresto di medici che curavano i feriti delle proteste.
Perché i bilanci delle vittime differiscono così tanto?
Un blackout internet, sepolture forzate e pressioni sulle famiglie per attribuire le morti a incidenti rendono difficile la verifica indipendente. Iran International ha trovato meno di 100 nomi in comune tra la sua lista e quella del governo.
Leggi dopo
- Le Due Notti, 8-9 gennaio 2026 — il resoconto completo del massacro di Rasht e dell'ordine di aprire il fuoco.
- La Rivolta — quarantasette anni di violenza di Stato, dal 1979 al 2026.
- Database delle vittime — vittime con nome, ricercabili.
- Cronologia, 1979-2026 — gli eventi cruciali in ordine.
- La cronologia mese per mese delle proteste — Dicembre 2025, Gennaio 2026 e Febbraio 2026.
- Dicembre 2025 — come ebbe inizio l’Inverno Cremisi.
- Febbraio 2026 — i numeri, le scuse, la guerra.
- Fonti e metodologia — come vengono verificati i dati di questo sito.
Fonti
- Amnesty International — Iran
- Human Rights Watch — Iran
- HRANA — Human Rights Activists News Agency
- OHCHR — Relatore Speciale delle Nazioni Unite sull’Iran
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