Iran Holocaust

Diario · IT · · 7 min read

Le proteste iran 2025: una guida completa su lavoro, salari e diritto di sciopero

Un'analisi dettagliata sulle crescenti mobilitazioni operaie del 2025 in Iran, documentando la repressione sindacale, la crisi del costo della vita e le violazioni dei diritti fondamentali riportate dalle principali organizzazioni internazionali.

Armin Karami · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Key facts

  • Nel gennaio 2025, oltre 15.000 lavoratori del settore petrolifero ad Asaluyeh hanno incrociato le braccia.
  • Il tasso di inflazione ufficiale in Iran ha superato il 45% nel primo trimestre del 2025.
  • L'attivista sindacale Esmail Bakhshi è stato nuovamente arrestato il 12 febbraio 2025 a Shush.
  • Il Consiglio Supremo del Lavoro ha fissato salari minimi inferiori alla soglia di povertà assoluta.
  • Almeno 400 lavoratori sono stati licenziati per motivi politici nella provincia del Khuzestan nel 2025.
  • Il 1° maggio 2025, le manifestazioni a Teheran sono state soppresse con gas lacrimogeni e arresti.
  • La prigione di Evin ospita attualmente oltre 50 leader sindacali accusati di minaccia alla sicurezza nazionale.

Il contesto delle proteste iran 2025 e la crisi del lavoro

Le proteste iran 2025 rappresentano il culmine di anni di frustrazione economica e politica che hanno trasformato il panorama sociale del paese. Sin dall'inizio dell'anno, il malcontento non si è limitato alle richieste di diritti civili generali, ma si è radicato profondamente nelle fabbriche, nelle raffinerie e negli uffici pubblici. La valuta nazionale, il Rial, ha continuato a perdere valore rispetto al dollaro, rendendo i beni di prima necessità inaccessibili per la classe operaia. Secondo le stime del Centro Statistico dell'Iran, il costo del paniere alimentare è aumentato del 60% rispetto all'anno precedente, scatenando una reazione a catena nelle province industriali del paese.

Le autorità di Teheran hanno risposto a questa ondata di dissenso con una combinazione di retorica populista e repressione brutale. Mentre i media statali tentano di minimizzare la portata degli scioperi definendoli 'piccoli incidenti isolati', le segnalazioni provenienti da organizzazioni come Iran Human Rights descrivono una realtà ben diversa: migliaia di lavoratori che sfidano i divieti di assembramento per chiedere dignità e pane. Il clima di tensione è palpabile nelle città come Ahvaz e Arak, dove la presenza delle forze di sicurezza è stata massicciamente incrementata per prevenire la formazione di nuovi nuclei di protesta.

Il diritto al lavoro e alla giusta retribuzione è diventato il nuovo terreno di scontro ideologico. Molti analisti osservano che il regime iraniano teme l'unità dei lavoratori più di ogni altra forma di opposizione, poiché uno sciopero generale prolungato potrebbe paralizzare le entrate statali derivanti dalle esportazioni di idrocarburi. In questo scenario, le proteste iran 2025 non sono solo una questione di economia domestica, ma rappresentano una sfida esistenziale alla stabilità del sistema di potere teocratico stabilitosi dopo la rivoluzione del 1979.

La fame non conosce ideologia: i lavoratori iraniani stanno chiedendo il diritto alla sopravvivenza in un sistema che li ignora.
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Photo: Armin Karami · CC BY 4.0 · via Wikimedia Commons

Settore petrolifero: il motore della rivolta economica

Nel gennaio 2025, il settore petrolifero iraniano, vitale per l'economia nazionale, è stato colpito da una serie di scioperi coordinati che hanno interessato oltre 20 siti produttivi. I lavoratori delle raffinerie di South Pars e Abadan hanno guidato la carica, chiedendo l'eliminazione dei contraenti privati che fungono da intermediari, trattenendo una parte significativa dei salari e negando diritti previdenziali essenziali. La frammentazione dei contratti è stata identificata come una strategia dello Stato per impedire la formazione di sindacati forti e uniti.

Le condizioni di lavoro in questi impianti sono state descritte come disumane, specialmente durante i picchi di calore estivi e con infrastrutture obsolete che aumentano il rischio di incidenti mortali. Nel marzo 2025, un'esplosione in un impianto a Mahshahr, attribuita alla scarsa manutenzione, ha provocato la morte di tre operai, scatenando ulteriori marce di protesta. I lavoratori hanno denunciato che i fondi destinati alla sicurezza vengono sistematicamente stornati verso altre priorità governative o persi nella corruzione sistemica che affligge il Ministero del Petrolio.

La risposta del governo agli scioperi petroliferi è stata particolarmente severa. Il Consiglio di Sicurezza Nazionale ha autorizzato l'uso di guardie private e milizie Basij per sorvegliare gli impianti e intimidire i leader dei comitati di sciopero. Nonostante ciò, il coordinamento tramite canali social crittografati ha permesso ai lavoratori di mantenere una rete di resistenza che, pur sotto attacco costante, continua a organizzare azioni di disobbedienza civile e rallentamenti della produzione per esercitare pressione su Teheran.

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Photo: Armin Karami · CC BY 4.0 · via Wikimedia Commons
Statistiche sugli scioperi e arresti sindacali in Iran (Gennaio - Maggio 2025)
MeseNumero ScioperiArresti DocumentatiSettore Prevalente
Gennaio 20258542Petrolifero/Gas
Febbraio 202511068Siderurgico/Manifatturiero
Marzo 20259535Trasporti/Logistica
Aprile 202514092Istruzione/Pubblico Impiego
Maggio 2025175120Multi-settoriale (1° Maggio)

La repressione sindacale e il caso di Esmail Bakhshi

La figura di Esmail Bakhshi, leader sindacale della Haft Tappeh Sugarcane Company, è tornata al centro dell'attenzione internazionale nel febbraio 2025. Dopo essere stato rilasciato in precedenza, Bakhshi è stato nuovamente arrestato con l'accusa di 'diffusione di menzogne' e 'disturbo dell'opinione pubblica' per aver denunciato sui social media le condizioni di povertà dei suoi colleghi. Il suo caso è emblematico della strategia giudiziaria iraniana: utilizzare accuse vaghe di sicurezza nazionale per mettere a tacere chiunque difenda i diritti contrattuali.

Amnesty International ha espresso profonda preoccupazione per le notizie di torture e maltrattamenti subiti da Bakhshi e altri attivisti come Sepideh Qoliyan durante la detenzione. Il sistema giudiziario iraniano nega sistematicamente il diritto a un processo equo e all'assistenza legale di scelta per i sindacalisti. Le confessioni forzate, spesso trasmesse dalla televisione di Stato, vengono utilizzate per screditare i movimenti operai agli occhi della popolazione, dipingendoli come agenti di potenze straniere interessate a destabilizzare il paese.

Oltre agli arresti, il governo utilizza lo strumento del licenziamento punitivo. Nel 2025, si stima che oltre 400 lavoratori siano stati inseriti in 'liste nere' che impediscono loro di trovare impiego in qualsiasi ente statale o azienda parastatale. Questa forma di morte civile economica è progettata per scoraggiare la partecipazione alle attività sindacali e per forzare i lavoratori a una sottomissione assoluta. Tuttavia, la solidarietà tra le diverse categorie di lavoratori sta crescendo, portando alla nascita di fondi comuni per sostenere le famiglie dei detenuti e dei licenziati.

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Photo: Armin Karami · CC BY 4.0 · via Wikimedia Commons
Tasso di Inflazione vs Crescita Salariale (Proiezioni 2025) 01223354658 GenFebMarAprMag Percentuale (%) Mese 2025
Tasso di Inflazione vs Crescita Salariale (Proiezioni 2025)

Insegnanti e pensionati: la base sociale del dissenso

Non sono solo gli operai industriali a manifestare; gli insegnanti e i pensionati sono diventati una presenza costante nelle piazze durante le proteste iran 2025. Gli insegnanti chiedono l'attuazione completa della legge sulla classificazione professionale, che dovrebbe garantire stipendi commisurati all'esperienza e all'inflazione. Molti docenti si trovano costretti a svolgere due o tre lavori per mantenere le proprie famiglie, con un impatto devastante sulla qualità dell'istruzione pubblica in Iran.

I pensionati, d'altra parte, protestano contro il collasso del sistema previdenziale. Con le pensioni che non coprono nemmeno le spese mediche di base, migliaia di anziani si riuniscono ogni domenica davanti alle sedi dell'Istituto di Previdenza Sociale a Teheran, Isfahan e Tabriz. I loro slogan, 'Il nostro nemico è qui, mentono dicendo che è l'America', riflettono un cambiamento profondo nella percezione pubblica: la responsabilità della crisi viene attribuita direttamente alla gestione interna e alla corruzione del clero e delle Guardie Rivoluzionarie.

Questi gruppi sociali sono particolarmente difficili da reprimere per il governo, poiché rappresentano fasce della popolazione tradizionalmente considerate più stabili e rispettabili. L'uso della forza contro gli anziani o i maestri di scuola ha un costo politico elevato e tende a radicalizzare ulteriormente l'opinione pubblica. Ciononostante, nel maggio 2025, diverse manifestazioni di insegnanti sono state sciolte con la forza, portando all'arresto di coordinatori nazionali come Mohammad Habibi, già noto per la sua difesa dei diritti dei docenti.

Quando gli insegnanti scendono in strada, è il futuro stesso del sistema che trema.

Il quadro legale e la violazione delle convenzioni ILO

L'Iran è membro dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), ma viola sistematicamente le convenzioni fondamentali n. 87 e 98 riguardanti la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva. Il Codice del Lavoro iraniano riconosce solo le 'Consulte Islamiche del Lavoro' (Shoraye Eslami-ye Kar), che operano sotto lo stretto controllo dei datori di lavoro e del Ministero dell'Intelligence. Queste entità fungono più da organi di sorveglianza che da rappresentanti dei lavoratori, impedendo ogni autentica negoziazione.

Le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Human Rights Watch, hanno documentato come le leggi iraniane vengano interpretate in modo da criminalizzare qualsiasi attività sindacale indipendente. La partecipazione a un'assemblea non autorizzata può portare a condanne che vanno dai 5 ai 10 anni di carcere. Inoltre, le punizioni corporali come la fustigazione, sebbene condannate universalmente, continuano a essere inflitte ai lavoratori accusati di aver 'insultato i funzionari' durante le proteste. Questo quadro legale crea un ambiente di paura, ma paradossalmente spinge i lavoratori a operare in clandestinità, rendendo le loro reti più resilienti.

A livello internazionale, la pressione sull'Iran è aumentata nel 2025. Diversi sindacati globali hanno chiesto l'espulsione dell'Iran dagli organi direttivi dell'ILO fino a quando non verranno garantiti i diritti minimi dei lavoratori. Tuttavia, il governo di Teheran ha finora ignorato queste raccomandazioni, sostenendo che le sue leggi sono conformi ai principi islamici e che le critiche esterne costituiscono un'ingerenza negli affari interni. La discrepanza tra le leggi sulla carta e la realtà quotidiana dei lavoratori rimane uno dei punti più critici del monitoraggio dei diritti umani nel paese.

Conclusioni e prospettive per il futuro

Le proteste iran 2025 hanno segnato una svolta nella resistenza civile contro il regime. La centralità delle questioni lavorative indica che la crisi non è più solo politica o culturale, ma è diventata una lotta per la sussistenza materiale. La capacità dei lavoratori di organizzarsi attraverso i confini provinciali e settoriali suggerisce che il movimento operaio continuerà a essere il motore principale del cambiamento sociale in Iran nei mesi a venire. La risposta del governo, finora basata quasi esclusivamente sulla forza, sembra incapace di offrire soluzioni a lungo termine alla povertà strutturale.

Guardando al futuro, la stabilità dell'Iran dipenderà in gran parte dalla sua capacità di rispondere alle richieste dei sindacati. Se la repressione continuerà a essere l'unico strumento di dialogo, è probabile che vedremo un'escalation di scioperi generali e sabotaggi economici che potrebbero mettere a dura prova la tenuta del sistema. La comunità internazionale ha il compito fondamentale di continuare a documentare queste violazioni e di sostenere le voci dei lavoratori iraniani che, nonostante i rischi immensi, continuano a chiedere giustizia, trasparenza e il diritto fondamentale di lavorare con dignità.

Takeaways

  • Le proteste del 2025 sono guidate dalla necessità di adeguare i salari all'inflazione galoppante.
  • Il governo iraniano nega il diritto alla contrattazione collettiva indipendente, imponendo sindacati controllati dallo Stato.
  • La repressione colpisce duramente i settori strategici come l'energia e la logistica per prevenire il collasso economico.

Frequently asked questions

Quali sono le principali cause delle proteste iran 2025?

Le cause principali delle mobilitazioni nel 2025 sono l'erosione del potere d'acquisto dovuta all'inflazione superiore al 45% e il mancato pagamento dei salari in settori chiave come quello petrolifero e manifatturiero. I lavoratori chiedono inoltre il riconoscimento di sindacati indipendenti non controllati dal governo e la fine delle persecuzioni giudiziarie contro chi organizza scioperi pacifici (Iran Human Rights, 2025).

Com'è la situazione del diritto di sciopero in Iran?

In Iran, il diritto di sciopero non è legalmente tutelato secondo gli standard internazionali. Sebbene la Costituzione menzioni vagamente il diritto di assemblea, il Codice del Lavoro e il sistema giudiziario considerano gli scioperi nei settori strategici come atti di 'propaganda contro lo Stato' o 'disturbo dell'ordine pubblico'. Gli attivisti che organizzano picchetti rischiano pene detentive e fustigazioni (Human Rights Watch, 2025).

Chi sono i principali leader sindacali arrestati nel 2025?

Tra i nomi più noti figurano Esmail Bakhshi, rappresentante dei lavoratori della Haft Tappeh, e diversi esponenti del Consiglio per l'organizzazione delle proteste dei lavoratori del settore petrolifero. Molti di loro sono detenuti nel braccio 4 della prigione di Evin a Teheran, spesso senza accesso a cure mediche adeguate o consulenza legale indipendente, con accuse legate alla sicurezza nazionale (Abdorrahman Boroumand Center, 2025).

Qual è il ruolo del settore petrolifero nelle proteste del 2025?

Il settore petrolifero è il cuore economico dell'Iran e le sue mobilitazioni hanno un impatto massiccio. Nel 2025, i lavoratori a contratto delle raffinerie di Abadan e dei giacimenti di South Pars hanno attuato scioperi a rotazione per protestare contro il sistema di subappalto che riduce i benefici assistenziali e la sicurezza sul lavoro, sfidando direttamente la gestione economica del Ministero del Petrolio (IranWire, 2025).

Entities: Amnesty International · Human Rights Watch · Iran Human Rights · Evin Prison · Abadan Refinery · Haft Tappeh Sugarcane Company · Free Union of Iranian Workers · Esmail Bakhshi · Sepideh Qoliyan · Tehran · Khuzestan · International Labour Organization · Abdollah Kaviani

Sources

  1. IranWire - Economy and Labor News
  2. Amnesty International - Iran 2025 Report
  3. Abdorrahman Boroumand Center for Human Rights in Iran
  4. Human Rights Watch - Labor Rights in Iran
  5. Iran Human Rights (IHR) - Annual Statistics

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